Roma è amata dai suoi turisti e dai suoi cittadini non solo per i monumenti che la rendono unica al mondo, ma anche per i luoghi suggestivi e nascosti che riempiono le sue vie. Luoghi più difficili da conoscere attraverso le più note guide turistiche. Luoghi ricchi di storia e, come in questo caso mistero. Oggi parleremo infatti della cosiddetta Porta Magica che si trova in Piazza Vittorio Emanuele II, proprio all’interno dei giardini al lato del complesso dei Trofei di Mario. Questa porta è ciò che rimane dell’antica Villa Palombara, una grande dimora barocca scomparsa alla fine del XIX secolo per far posto alla costruzione dell’odierna piazza. La Porta Magica rappresenta sicuramente una delle rovine di Roma più misteriose, ammantata dalla leggenda, di cui ancora nessuno è riuscito a carpirne i segreti. Secondo la leggenda, trasmessaci nel 1802 dall’abate ed erudito Francesco Girolamo Cancellieri, uno stibeum pellegrino fu ospitato nella villa per una notte. Il “pellegrino”, identificabile con l’alchimista Francesco Giustiniani Bono, dimorò per una notte nei giardini della villa alla ricerca di una misteriosa erba capace di produrre l’oro, il mattino seguente fu visto scomparire per sempre attraverso la porta, ma lasciò dietro alcune pagliuzze d’oro frutto di una riuscita trasmutazione alchemica, e una misteriosa carta piena di enigmi e simboli magici che doveva contenere il segreto della pietra filosofale.
giovedì 29 settembre 2011
La porta magica
Roma è amata dai suoi turisti e dai suoi cittadini non solo per i monumenti che la rendono unica al mondo, ma anche per i luoghi suggestivi e nascosti che riempiono le sue vie. Luoghi più difficili da conoscere attraverso le più note guide turistiche. Luoghi ricchi di storia e, come in questo caso mistero. Oggi parleremo infatti della cosiddetta Porta Magica che si trova in Piazza Vittorio Emanuele II, proprio all’interno dei giardini al lato del complesso dei Trofei di Mario. Questa porta è ciò che rimane dell’antica Villa Palombara, una grande dimora barocca scomparsa alla fine del XIX secolo per far posto alla costruzione dell’odierna piazza. La Porta Magica rappresenta sicuramente una delle rovine di Roma più misteriose, ammantata dalla leggenda, di cui ancora nessuno è riuscito a carpirne i segreti. Secondo la leggenda, trasmessaci nel 1802 dall’abate ed erudito Francesco Girolamo Cancellieri, uno stibeum pellegrino fu ospitato nella villa per una notte. Il “pellegrino”, identificabile con l’alchimista Francesco Giustiniani Bono, dimorò per una notte nei giardini della villa alla ricerca di una misteriosa erba capace di produrre l’oro, il mattino seguente fu visto scomparire per sempre attraverso la porta, ma lasciò dietro alcune pagliuzze d’oro frutto di una riuscita trasmutazione alchemica, e una misteriosa carta piena di enigmi e simboli magici che doveva contenere il segreto della pietra filosofale.
martedì 27 settembre 2011
La prospettiva magica...
La vista della cupola di San Pietro da via Niccolò Piccolomini è un’esperienza da non perdere. Da qui, infatti, potete ammirare la cupola… come non l’avete mai vista. Percorrete la via, osservando la cupola, ed ecco che più vi avvicinate, più il Cupolone si allontana. Se indietreggiate, la cupola vi sembra più grande e più vicina. Un gioco di prospettive che rende affascinante la visuale e suggestivo l’effetto visivo. Soprattutto se il punto in questione è la Cupola di San Pietro. Si tratta di un curioso effetto ottico, dovuto alla disposizione degli edifici e al punto di osservazione.
E’ per questo che via Piccolomini è un luogo unico. L’ideale per concludere in bellezza una serata in centro, o per dare un tocco speciale ad una serata romantica.
domenica 25 settembre 2011
Antico Caffe' Greco
È trascorso solo qualche decennio dacchè il naturalista svedese Linneo ha catalogato la pianta del caffè quando nel 1760 viene dipinta la guache che ritrae l’imperatrice d’Austria Maria Teresa mentre versa una tazza dl caffè al marito. Il quale assiste beato in vestaglia e turbante, esotico richiamo ai lontani mercati orientali di provenienza della corroborante miscela.
Nello stesso anno apre i battenti a Roma l’Antico Caffè Greco, oggi unico Locale Storico d’Italia della città capitolina e di una bellezza ormai fuori dal tempo.
Nello stesso anno apre i battenti a Roma l’Antico Caffè Greco, oggi unico Locale Storico d’Italia della città capitolina e di una bellezza ormai fuori dal tempo.
Formidabile il pedigree degli ex frequentatori che qui sedevano. “Moravia si dà al lusso e allo spreco / tra gli specchi del vecchio Caffè Greco” canzonava una strofetta degli anni trenta il già celebre scrittore, del resto preceduto da nomi illustri come Goethe, Stendhal, Byron, Wagner, D’Annunzio. Se poi un cardinale siede al Greco la leggenda vuole che diventi papa, come accadde a Gioacchino Pecci, divenuto Leone XIII. In realtà ai tavolini in marmo della celebre sala "omnibus", stuccata e tappezzata di quadri e specchi, oggi fanno ormai sosta quasi solo i turisti, gli unici disposti ad accettare il dazio dei favolosi ricarichi per portare a casa una foto ricordo. Vivacità e brio si sono spostate al banco, sempre affollato per veloci caffè, buoni cornetti e aperitivi con vista su Via Condotti.
Via Condotti 86 – 00187 Roma
Tel +39 06.67.91.700
Indirizzo email: anticocaffegreco@tiscali.it
Giorno di chiusura: sempre aperto
Tavoli: all’interno
Ferie: mai
Via Condotti 86 – 00187 Roma
Tel +39 06.67.91.700
Indirizzo email: anticocaffegreco@tiscali.it
Giorno di chiusura: sempre aperto
Tavoli: all’interno
Ferie: mai
venerdì 23 settembre 2011
Mostra Vanitas
Prorogata fino all’8 gennaio 2012, la mostra “Vanitas. Lotto, Caravaggio, Guercino nella collezione Doria Pamphilj”, presso palazzo Doria Pamphilj, parte da un assunto: «vanità delle vanità, tutto è vanità». Sono le parole iniziali dell'Ecclesiaste, libro della Bibbia in cui si esprimono meditazioni sapienziali sull'esistenza umana. Quaggiù - sembrano voler indicare con i loro capolavori Caravaggio, Lorenzo Lotto, Jusepe de Ribera, Mattia Preti, Domenico Fetti e Guercino - la vanitas ha sempre il sopravvento su qualsiasi vanità. Quattro le sezioni tematiche che rappresentano la molteplicità di tematiche legate alla vanitas: la natura morta, la pittura sacra e la ritrattistica; la quarta invece è dedicata al cardinale Benedetto Pamphilj, collezionista, mecenate e poeta.
Data Inizio:21 maggio 2011
Data Fine: 8 gennaio 2012
Costo del biglietto: 10,50 euro
Luogo: Roma, Palazzo Doria Pamphilj
Data Fine: 8 gennaio 2012
Costo del biglietto: 10,50 euro
Luogo: Roma, Palazzo Doria Pamphilj
via del Corso 305
Orario: Aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.00
Telefono: 06 / 679732
Sito Web: http://www.mostravanitas.com
Orario: Aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.00
Telefono: 06 / 679732
Sito Web: http://www.mostravanitas.com
martedì 20 settembre 2011
Essenza del cuoio. Una mostra svela l’universo del cuoio Hermès
Essenza del cuoio: un viaggio emozionante nel cuore della maison, alla scoperta dell’elemento che dal 1837 è legato in modo indissolubile a Hermès: la pelle.
Per Hermès, da sempre, il cuoio è più di una materia. Un universo, un linguaggio che sollecita i cinque sensi e li ispira. Il visitatore scoprirà l’incontro magico tra Hermès e il cuoio grazie a una mise en scène firmata dall’architetto-scenografa Alexandra Plat: ogni ambiente prenderà la forma di uno scrigno sorprendente, dalla biblioteca delle pelli all’atelier dell’artigiano, dalla sala dedicata alle celebri chiusure delle borse fino agli ordini speciali. Accanto ai prodotti-icona di Hermès, abbelliti dalla patina del tempo, saranno esposte le creazioni contemporanee.
“Posando le mani sulle pelli più belle - scelte, tagliate, cucite e levigate con cura - sei generazioni di artigiani hanno appreso, e poi trasmesso, i valori dai quali la nostra impresa trae il suo slancio: l’attaccamento alla qualità, la ricerca della perfezione celata nel minimo dettaglio, il rispetto del tempo uniti al gusto creativo”, spiega Pierre-Alexis Dumas, direttore artistico di Hermès e membro della sesta generazione della famiglia Hermès.
Essenza del cuoio si snoderà attraverso diversi ambienti dal forte impatto visivo utilizzando supporti artistici e video interattivi, ispirandosi a elementi iconici come la “boite orange”, il mitico imballaggio color arancione della maison.
Un gioco di suoni, immagini e luci valorizzerà la bellezza degli oggetti esposti, dall’universo della Kelly e della Birkin alle borse da viaggio, fino al mondo dell’equitazione.
Orario d'apertura: ogni giorno dal martedì al venerdì 10-18. Lunedì chiuso.
Biglietti: gratuito
Sito Web: Chiostro del Bramante
Telefono: 06/68809035
Biglietti: gratuito
Sito Web: Chiostro del Bramante
Telefono: 06/68809035
lunedì 19 settembre 2011
IL PANTHEON, UN GRANDE OROLOGIO SOLARE
E' uno dei migliori edifici conservati dal mondo romano che testimonia ancora, 2000 anni dopo, l'immenso potere e la ricchezza dell'Impero. Secondo alcuni ricercatori il Pantheon a Roma potrebbe essere stato costruito come un grande orologio solare.
A rivelarlo il corrispondente del Daily Telegraph Nick Squires.
Il mistero ha sempre circondato ciò che sta dietro il progetto insolito del Pantheon, un tempio gigante nel cuore di Roma, che fu costruito dall'imperatore Adriano.
Ora gli esperti hanno creato una teoria intrigante secondo la quale il tempio ha agito come un orologio solare colossale, con un fascio di luce a illuminare il suo ingresso enorme nel momento preciso in cui l'imperatore entrava nell'edificio.
Costruito per ordine di Adriano e completato nel 128 dopo Cristo, la cupola emisferica del Pantheon è perforato da fori circolari di 30 piedi noti come gli “occhi”.
Essa illumina l'interno della struttura con la sua unica fonte di luce naturale e permette l’entrata di pioggia e - in rare occasioni - della neve.
Giulio Magli, storico di architettura antica al Politecnico di Milano, e Robert Hannah, uno studioso di materie classiche presso l'Università di Otago in Nuova Zelanda, hanno scoperto che, proprio a mezzogiorno durante l'equinozio di marzo, un raggio di luce circolare di luce brilla attraverso gli “occhi” e illumina l’imponente ingresso del Pantheon.
giovedì 15 settembre 2011
Oktoberfest 2011
Per un mese intero a Roma potrete gustare le birre ufficiali di Monaco di Baviera, dall’ 8 settembre al 16 ottobre all’ Oktoberfest di Capannelle.
Già nell’area accoglienza avrà inizio la grande festa con stand, wine bar, musica soft e un'esposizione di limousine e Harley Davidson; questa sarà l’area in cui, durante la rassegna, verranno organizzat le serate vip. Il lungo percorso degli stand inizierà nell’area centrale, con una prima birreria in stile America con steak food, animazione line-dance country e concerti.
Nell’area centrale troverete una grande tenda di 1.800 metri quadro. Qui, nel cuore bavarese della festa, è posizionato il palcoscenico, molti banchi per la mescita di birra, cucine, tavoli. Ma all'Oktoberfest di Capannelle ci sarà anche un moderno Lunapark. L'area sarà inoltre attrezzata di tutti i servizi essenziali, tra cui parcheggi, bancomat, bar, tabacchi e servizi igienici.
Oktoberfest 2011. Festa della birra
Dall'8 settembre al 16 ottobre 2011
Apertura villaggio h 18
Ippodromo delle Capannelle, Roma (mappa)
Ingresso libero al villaggio
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