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giovedì 22 ottobre 2015
Ville e parchi, tornano le visite gratuite tra le “gemme verdi” della Capitale
Da Villa Pamphili a Villa Celimontana, dal Parco dei Martiri di Forte Bravetta a Villa Borghese. Dopo la pausa estiva tornano le passeggiate tra le realtà più rappresentative del grande patrimonio storico e naturalistico della capitale. Grazie all’attività del Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale è possibile scoprire gratis queste “gemme verdi”. Per ciascuna delle ville è stato studiato infatti un percorso didattico di visita, che presenta anche le specie botaniche più significative e i singoli alberi monumentali e notevoli per dimensioni.
Le visite guidate, che si svolgono per tutto l’anno (tranne agosto), sono totalmente gratuite e possono essere prenotate da scuole, associazioni e singoli cittadini. Il numero di partecipanti per ogni visita guidata va da un minimo di 6 a un massimo di 25.
Per avere maggiori dettagli, comprese le informazioni sugli itinerari clicca qui.
Per prenotazioni
Tel. 06.5817.727 (che è anche fax)
Dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13; il giovedì e il venerdì anche dalle 14.30 alle 17.30
La domenica non si effettuano visite.
mercoledì 27 maggio 2015
I Bunker di Villa Torlonia
La straordinaria riapertura del bunker e dei rifugi antiaerei amplia la già ricca offerta culturale di Villa Torlonia: un percorso storico davvero unico. Fu la paura generata dai bombardamenti aerei degli Alleati, sempre più frequenti e sempre più minacciosi, a spingere Mussolini, dapprima ad adattare a spazio protetto, i locali della cantina e della sala centrale nel piano seminterrato del Casino Nobile, e, poi, a far costruire un bunker "a prova di bomba" che fosse più sicuro.
Il bunker antiaereo più importante d'Italia, realizzato tra il 1942 e il 1943 per proteggere Benito Mussolini e la sua famiglia nella residenza privata di Villa Torlonia a Roma, il Rifugio nella sala centrale del piano seminterrato del Casino Nobile e il Rifugio cantina della Villa attrezzato intorno alla metà del 1940, aprono al pubblico con visite guidate.
Villa torlonia Via Nomentana 70
Visite: venerdì, sabato e domenica, con prenotazione sul sito www.sotterraneidiroma.it , oppure chiamando il numero 347/3811874 o inviando una mail all'indirizzo bunker@sotterraneidiroma.it Ingresso: €7.
Il bunker antiaereo più importante d'Italia, realizzato tra il 1942 e il 1943 per proteggere Benito Mussolini e la sua famiglia nella residenza privata di Villa Torlonia a Roma, il Rifugio nella sala centrale del piano seminterrato del Casino Nobile e il Rifugio cantina della Villa attrezzato intorno alla metà del 1940, aprono al pubblico con visite guidate.
Villa torlonia Via Nomentana 70
Visite: venerdì, sabato e domenica, con prenotazione sul sito www.sotterraneidiroma.it , oppure chiamando il numero 347/3811874 o inviando una mail all'indirizzo bunker@sotterraneidiroma.it Ingresso: €7.
domenica 19 maggio 2013
Ville Romane
La II edizione di questa importante iniziativa si svolge nel periodo primaverile, dal 15 maggio al 16 giugno. L'evento prevede l'apertura straordinaria, con visite guidate, delle ville romane, molte delle quali private e chiuse al pubblico. Un patrimonio storico, artistico ed architettonico spesso sconosciuto ai non addetti ai lavori ma in grado di connotare la nostra città quale una delle grandi capitali europee per importanza e numero delle ville presenti. Un patrimonio formato da decine di autentici gioielli che rappresentano il frutto della grande cultura umanistica, la straordinaria ricerca architettonica e la sperimentazione di nuove forme dell'arte dei giardini operata nei secoli da artisti ed architetti. Le celebri ville del Rinascimento romano o le grandi ville barocche per arrivare fino all'epoca dei villini di fine Ottocento-inizio Novecento, saranno al centro di questa iniziativa culturale, mai realizzata fino ad oggi. Sono così previste più di 35 aperture straordinarie delle ville con visite che saranno condotte da guide specializzate. Viene così offerta, al cittadino come al turista, la possibilità di seguire un excursus cronologico che copre i numerosi momenti artistici ed architettonici di Roma. Un'occasione per svelare le magnifiche opere firmate dai grandi Maestri dell'arte e dell'architettura italiana: Peruzzi, Raffaello, Giulio Romano, Sangallo, Vignola, Vasari, Caravaggio, Guido Reni, Guercino, Vasanzio, Algardi, Bernini, Canova, Valadier, Ximenes...
Per informazioni: 0645421063. Prenotazione obbligatoria.
Il calendario delle visite è disponibile sul sito:http://www.villediroma.com/
mercoledì 18 luglio 2012
I giardini di Villa Medici
Gli splendi giardini di Villa Medici, conservano in tutta la loro estensione ancora oggi l’aspetto del XVI secolo. Quando, nel 1564, il cardinale Ricci acquistò la Casina Crescenzi situata sul “collis hortulorum”, il podere molto probabilmente,era una semplice azienda agricola circondata da terreni coltivati a vigne. Vennero in seguito intrapresi grandi lavori di terrazzamento. Fu creato un giardino chiuso da mura attigue, a Nord, al vigneto di Santa Maria del Popolo, la cui pianta, era in armonia con i principi di composizione dell’epoca. Grazie ai lavori di irrigazione di Camillo Agrippa, ingegnere milanese, il luogo venne poi impreziosito con numerosi bacini e fontane.
Quando Ferdinando de’ Medici acquistò il terreno dagli eredi di Ricci nel 1576, si impegnò a portare a termine la serie di lavori avviata dal cardinale e non ancora conclusa. L’acquisto, nel 1580, della vigna di Giulio Bosco a Sud della “silva”, permise a Ferdinando di racchiudere definitivamente il sito della Villa tra le Mura Aureliane e via Pinciana. Egli creò così un nuovo asse Nord-Sud (il viale lungo), che collegava il giardino al Parnaso, ed edificò una piccola collina artificiale interrando le rovine del tempio antico.Quando, alla fine del XVI secolo, durante alcuni scavi archeologici venne scoperto il Gruppo scultoreo dei Niobidi, Ferdinando de’ Medici decise di comprarlo e di collocarlo in fondo al viale di un giardino.
Il gruppo scultoreo dei Niobidi
La splendida scenografia dei Niobidi rivela il destino riservato a chi osa sfidare il potere degli Dei. Nella mitologia greca Niobe, sposa del re di Tebe Anfione e madre orgogliosa di sette figli e sette figlie, si burlò di Latona, che invece aveva generato soltanto Apollo e Artemide. Questi ultimi, per vendicarsi, uccisero i bambini a colpi di frecce. Niobe allora chiese e ottenne da Zeus di essere trasformata in una statua piangente.
Questo antico gruppo scultoreo, unico nel suo genere in virtù del numero di statue, fu scoperto grazie a degli scavi archeologici avvenuti alla fine del XII secolo e fu poi acquistato da Ferdinando de’ Medici.
Da una scalinata laterale si accede al bosco e alla terrazza che permette di godere di una magnifica vista su Villa Medici, sui giardini di Villa Borghese e sulla città. Il bosco – che si dice sia abitato dal fantasma di Messalina, uccisa qui dal marito (l’imperatore Claudio) – fu risistemato da Ferdinando de’ Medici. Sulle rovine antiche di un tempio della Fortuna, questi vi realizzò un belvedere, detto Parnaso.
viale Trinità dei Monti 1
lunedì 4 giugno 2012
Villa StrohlFern
Una villa, un parco e tanti piccoli studios per ospitare artisti di tutto il mondo: è Villa StrohlFern, al confine di Villa Borghese, voluta e ideata dal mecenate alsaziano Alfred Strohl-Fern, che dal 1882 fino al 1956 fu considerata la casa amatissima di gran parte dell'intellighenzia artistica internazionale. Una sorta di comunità utopica in cui pittori, scultori, scrittori, fotografi, poeti, danzatori e musicisti provenienti da ogni continente, potessero vivere e lavorare in piena libertà, anche dopo la morte del proprietario, avvenuta nel 1927, quando la Villa divenne, per lascito testamentario, proprietà dello Stato francese. Quel che resta di quel centro cosmopolita in cui soggiornarono moltissimi personaggi tra cui John Goldward, lo scultore Emil Fuchs ma anche il poeta Rainer Maria Rilke, la scultrice allieva di Rodin, Clara Westhoff e Matilde Serao che vi ambientò uno dei suoi romanzi, “La mano tagliata”, insieme a numerosi artisti italiani appartenenti a diverse correnti artistiche come Armando Spadini, Nino Bertoletti e Marino Mazzacurati, è oggi visibile al pubblico tramite visite guidate fino alla fine di ottobre (a giungo il 10 e il 24 solo su prenotazione).
I visitatori potranno iniziare la visita dallo studio di Francesco Trombadori, storico studio d’artista e centro di raccolta e di esposizione di numerose opere d’arte e di un ricchissimo archivio, per proseguire poi nel cuore del giardino privato di Strohl Fern fino ad arrivare al Casino principale, costruito dopo il 1890 nelle forme di un castello medievale. Per completare la conoscenza dell’affascinante ambiente culturale che si creò a Villa StrohlFern, fino al 17 giugno una mostra ospitata al Casino dei Principi di Villa Torlonia racconta la storia della villa e del suo ideatore attraverso le opere degli artisti che negli anni seppero rappresentare con sensibilità e linguaggi diversi il luogo e le atmosfere creati da Strohl.
Mostra fino al 17 giugno
Musei di Villa Torlonia, Casino dei Principi
Informazioni: 060608
Visitite guidate
Prenotazioni: 060608
mercoledì 18 aprile 2012
Il Roseto Comunale
La primavera è ormai arrivata e come ogni anno si preparano a sbocciare le magnifiche rose del Roseto Comunale di Roma.
Ubicato ai piedi del colle Palatino, questo giardino è un luogo incantevole, perfetto per una passeggiata romantica o anche per rilassarsi lontano dal traffico della metropoli.
Il Roseto, inoltre, si gode di una magnifica vista su Roma, che spazia dalla chiesa di Santa Maria in Cosmedin alla Sinagoga ed al Vittoriano.
Il Roseto di Roma viene aperto ogni anno verso maggio, quando cominciano a sbocciare i 1200 esemplari di rose. Il giardino ospita varie specie di rose provenienti da tutto il mondo, dall’Europa all’America, fino all’estremo Oriente.
Nel parco, però, non si coltivano solo fiori di ogni luogo, ma anche di ogni tempo, qui, infatti, potrete ammirare le “rose botaniche” o selvatiche, ovvero gli esemplari che crescevano nell’Emisfero settentrionale ben prima della nascita dell’Uomo e le “rose antiche”, nate per gli incroci spontanei o per ibridazione.
Tra le più famose ci sono le rose Damascene, che decoravano i giardini di Paestum e a Pompei, le rose Galliche, le prime nate con il colore rosso perciò sacre a molte popolazioni. Risale al medioevo la rosa dei Lancaster, creata per celebrare la fine della guerra delle Due Rose, possiede un bocciolo rosso (colore dei Lancaster), che diventa bianco alla fioritura (il colore degli York).
Tra le rose moderne c’è la bellissima rosa Mutabilis, il cui fiore muta sette colori in cinque giorni.

Questo luogo è legato alla natura ed ai suoi frutti fin dai tempi più antichi, già nel III secolo a.C. qui si trovava il tempio di Flora, la dea della fioritura e della primavera, perciò ogni anni a maggio vi si celebravano i Ludi Floreales (o Floralia) per propiziare la crescita delle messi.
La caduta dell’Impero fece dimenticare la divinità e sull’area vennero coltivati orti e vigneti fino al 1645, quando divenne la sede del cimitero della Comunità Ebraica (Orto degli Ebrei).
Nel 1934, anno il cimitero ebraico venne spostato al Verano, e il giardino ritornò incolto fino al 1950, quando venne scelto come nuova sede del Roseto Comunale di Roma, visto che l’originale fu distrutto durante i bombardamenti della II Guerra Mondiale.
La città, però, volle ricordare che il luogo era stato cimitero e, per rendere omaggio alla comunità ebraica, il disegno dei vialetti del giardino riproduce la menorah, il sacro candelabro a sette bracci.
Ubicato ai piedi del colle Palatino, questo giardino è un luogo incantevole, perfetto per una passeggiata romantica o anche per rilassarsi lontano dal traffico della metropoli.
Il Roseto, inoltre, si gode di una magnifica vista su Roma, che spazia dalla chiesa di Santa Maria in Cosmedin alla Sinagoga ed al Vittoriano.
Il Roseto di Roma viene aperto ogni anno verso maggio, quando cominciano a sbocciare i 1200 esemplari di rose. Il giardino ospita varie specie di rose provenienti da tutto il mondo, dall’Europa all’America, fino all’estremo Oriente.
Nel parco, però, non si coltivano solo fiori di ogni luogo, ma anche di ogni tempo, qui, infatti, potrete ammirare le “rose botaniche” o selvatiche, ovvero gli esemplari che crescevano nell’Emisfero settentrionale ben prima della nascita dell’Uomo e le “rose antiche”, nate per gli incroci spontanei o per ibridazione.
Tra le più famose ci sono le rose Damascene, che decoravano i giardini di Paestum e a Pompei, le rose Galliche, le prime nate con il colore rosso perciò sacre a molte popolazioni. Risale al medioevo la rosa dei Lancaster, creata per celebrare la fine della guerra delle Due Rose, possiede un bocciolo rosso (colore dei Lancaster), che diventa bianco alla fioritura (il colore degli York).
Tra le rose moderne c’è la bellissima rosa Mutabilis, il cui fiore muta sette colori in cinque giorni.
Questo luogo è legato alla natura ed ai suoi frutti fin dai tempi più antichi, già nel III secolo a.C. qui si trovava il tempio di Flora, la dea della fioritura e della primavera, perciò ogni anni a maggio vi si celebravano i Ludi Floreales (o Floralia) per propiziare la crescita delle messi.
La caduta dell’Impero fece dimenticare la divinità e sull’area vennero coltivati orti e vigneti fino al 1645, quando divenne la sede del cimitero della Comunità Ebraica (Orto degli Ebrei).
Nel 1934, anno il cimitero ebraico venne spostato al Verano, e il giardino ritornò incolto fino al 1950, quando venne scelto come nuova sede del Roseto Comunale di Roma, visto che l’originale fu distrutto durante i bombardamenti della II Guerra Mondiale.
La città, però, volle ricordare che il luogo era stato cimitero e, per rendere omaggio alla comunità ebraica, il disegno dei vialetti del giardino riproduce la menorah, il sacro candelabro a sette bracci.
domenica 31 luglio 2011
IL PARCO DEI MARTIRI
Fra la via Aurelia e la Portuense, esiste un luogo da scoprire, dove la memoria storica si confonde con la bellezza del paesaggio. Forte Bravetta apre le sue porte offrendo l’opportunità di vivere un’esperienza inedita tra le vestigia di un passato drammatico e le tracce di una natura incontaminata. L’ex fortezza sabauda, costruita tra il 1877 al 1883, durante il periodo fascista fu trasformata in luogo di esecuzione delle sentenze di morte del Tribunale speciale per la difesa dello Stato e come sede di cruente fucilazioni fu utilizzata anche dopo il secondo conflitto mondiale. Ristrutturato in molte delle sue parti, il Forte rappresenta un bene di straordinaria importanza per ricordare, nel parco intitolato alla loro memoria, tutti coloro che vi furono fucilati. Un percorso di recupero della memoria iniziato un paio d’anni fa dall’Amministrazione capitolina e completato con la definitiva inaugurazione dell’intera area, che diventa accessibile a tutti dall’alba al tramonto come le altre ville di Roma. Oltre al profondo valore simbolico, con i suoi 10mila ettari di estensione all'interno della Riserva naturale della Valle dei Casali, il parco rappresenta una straordinaria ricchezza dal punto di vista naturalistico. In esso si conservano varietà botaniche originarie del territorio, in un habitat che si è preservato intatto nel tempo con essenze arboree uniche.
L’apertura al pubblico dell’ex Forte riconsegna un pezzo di storia alla cittadinanza, in un contesto incontaminato che valorizza ulteriormente l’opera di recupero.
Via di Bravetta, 741
giovedì 7 luglio 2011
Una notte a Villa D’Este
Villa D’Este apre di notte: un’occasione unica per visitare la villa nella particolare atmosfera creata dall’illuminazione che, con i suggestivi effetti della luce riflessa sull’acqua, aggiunge ulteriori elementi di fascino ad uno dei giardini più belli del Rinascimento italiano. La Villa, incastonata nello straordinario scenario paesaggistico, artistico e storico di Tivoli, è un trionfo di giardini, fontane, ninfei, grotte, giochi d’acqua e musiche idrauliche; un modello più volte emulato nei giardini europei del manierismo e del barocco. Datata 1550, la sua costruzione si intriga con le vicende del suo fondatore: il cardinale Ippolito II. Lo splendido giardino è articolato fra terrazze e pendii, scandito da alberi lussureggianti, piante di varie specie e dall'esaltazione scenografica dei giochi d'acqua delle numerose fontane che prendono il nome da famose statue in esse collocate e da originali congegni creati esclusivamente per il cardinale Ippolito d'Este, desideroso di generare stupore e meraviglia negli ospiti. Da non perdere: la Fontana del Bicchierone, commissionata a Gian Lorenzo Bernini, raffigurante un calice sovrapposto ad un altro, entrambi sorretti da una conchiglia; la Fontana del Pegaso, in cui trionfa la statua del mitico cavallo alato Pegaso, Le Cento Fontane, cento zampilli organizzati in due file sovrapposte di mascheroni dalle forme antropomorfe. La Fontana dell'Ovato, è la più barocca della Villa; La Fontana dei Draghi, cuore del parco e la Fontana di Nettuno, la più imponente e scenografica della villa, per i potenti zampilli che proiettano in aria alti schizzi.
VILLA D’ ESTE, TIVOLI.
Aperture notturne, ogni venerdì e sabato dal 1 luglio al 10 settembre.
Tel. 0774 312070. Orario: 20.30-24.
Ingresso: €11, ridotto €7 + €1 prenotazione obbligatoria
lunedì 6 giugno 2011
Visite a Villa Maraini
Ogni lunedì, visite alla Villa, gioiello dei primi del '900 romano, costruita dall'architetto Otto Maraini per il fratello Emilio, industriale svizzero di gran successo. Sorge su una collina artificiale ed è circondata da uno splendido giardino con ninfeo a forma di grotta. Dalla sua caratteristica Torre Belvedere, di soli pochi metri inferiore alla cupola di S. Pietro in Vaticano, si gode una vista suggestiva su tutta Roma. Per donazione della vedova del proprietario, la contessa Carolina Maraini-Sommaruga, la villa passò nel 1947 alla Confederazione Elvetica ed è oggi sede dell'Istituto Svizzero di Roma, che promuove lo scambio scientifico e artistico tra la Svizzera e l'Italia, oltre ad accogliere ogni anno giovani artisti e studiosi svizzeri.
VILLA MARAINI, Via Ludovisi, 48. Visite guidate dei giardini e degli interni. Ore: 15 e 16. Prenotazione obbligatoria a: visite@istitutosvizzero.it o chiamando il numero 06420421. Visite in italiano, inglese e francese. Ingresso: €5. |
giovedì 2 giugno 2011
I Giardini del Quirinale
Gli splendidi giardini del Quirinale, famosi per la loro posizione privilegiata tanto da farli sembrare quasi come "isola" sopraelevata su Roma, furono nel corso dei secoli modificati a seconda dei gusti e delle necessità della corte papale.
L'attuale sistemazione integra il giardino "formale" seicentesco prospiciente il nucleo originale del palazzo con il giardino "romantico" della seconda metà del Settecento, conservando di quell'epoca la splendida Coffee House edificata da Ferdinando Fuga come sala di ricevimento di Benedetto XIV Lambertini, decorata dalle famose pitture di Girolamo Pompeo Batoni e Giovanni Paolo Pannini. Una particolarità dei giardini del Quirinale è il famoso organo ad acqua, tutt'ora funzionante tramite una piccola cascata con un salto di 18 metri proveniente dalla collina, sufficiente ad alimentare l'organo per non più di mezz'ora. Complessivamente, i giardini del Quirinale misurano ben 4 ettari e corrispondono a quella che, nel XVI sec., era la cosiddetta Vigna di Napoli, un fondo interamente occupato da orti e vigne di proprietà della famiglia campana dei Carafa. Ovunque si possono vedere palme, pini, lecci, camelie, magnolie, rose e cedri del Libano, il tutto accompagnato da vista magnifica su tutta Roma. E’ possibile visitare questo spettacolo di natura e di ingegneria umana solo il 2 giugno, quando, in occasione della Festa della Repubblica, i giardini vengono aperti al pubblico rinnovando una consuetudine inaugurata ai tempi della Repubblica Romana del 1849.
domenica 24 aprile 2011
Un salotto verde: il Giardino degli aranci
Indirizzo: Giardino degli aranci o Parco Savello: ingressi da Piazza S.Pietro d'Illiria, via di S.Sabina, Clivo di Rocca Savella.
Orario: Tutti i giorni dalle 7 al tramonto
Ingresso: libero
Si racconta che San Domenico piantò sull'Aventino il primo albero di arancio, proprio dove oggi troviamo il Parco Savello, un giardino incantato, circondato dalle mura medievali della fortezza Savelli.
Quì si può respirare il profumo del boschetto di aranci, affacciati dal romantico Belvedere, in compagnia dei gatti di una piccola colonia felina.
E quando la sera chiude il portone del parco...ricordatevi di dare un'occhiata dal buco della serratura: vi sembrerà di avere un cannocchiale puntato sulla cupola di San Pietro!
Da non perdere una visita alla vicinissima chiesa di Santa Sabina, una delle più antiche di Roma.
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