lunedì 13 febbraio 2012

I Nasoni


I "nasoni" sono le fontanelle che distribuiscono acqua gratuitamente, giorno e notte, per tutta la città di Roma. Chiamati nasoni dagli stessi romani per via della forma del tubo da cui fuoriesce l'acqua che ricorda un grosso naso, ve ne sono circa 2500 in tutta la città e fra queste 280 all'interno delle mura cittadine. L'acqua che fuoriesce da queste fontanelle è potabile e sempre fresca. Esse furono volute dal primo sindaco di Roma, Luigi Pianciani, dopo la sua annessione allo stato italiano nel 1870, per rifornire d'acqua la città. A queste fontanelle, relativamente recenti, se ne devono aggiungere moltissime altre "storiche" sparse per il centro. Da molte di queste era espressamente vietato far bere capre, asini e cavalli. Per bere da queste fontanelle come un vero romano, basta bloccare il getto d'acqua con un dito e bere dal buco nel tubo da cui uscirà l'acqua bloccata.

sabato 11 febbraio 2012

A San Valentino Innamorati dell'Arte



Torna pure quest’anno la manifestazione A San Valentino Innamorati dell’Arte, brillante nonchè risparmiosa iniziativa varata dal Mibac per consentire ai più raffinati cultori dell’amore una festa degna di tal nome. Lunedì 13 e martedì 14 febbraio infatti si pagherà un solo biglietto per entrare in coppia in tutti i musei, siti archeologici e monumenti statali. D’altronde siamo in Italia ( anche se non sempre ce ne ricordiamo) e un viaggio nel nostro gran patrimonio artistico, tra capolavori di fama mondiale, altro non è che il modo più romantico per celebrare i veri sentimenti

Per informazioni:Beni Culturali

giovedì 9 febbraio 2012

Bioparco, le testuggini hanno una nuova casa


ll Centenario del Bioparco si è concluso con l’inaugurazione di una nuova struttura tutta dedicata alle tartarughe di Aldabra (o delle Seychelles), le più grandi del mondo. Per ora le testuggini ospitate sono tre: due adulte, un maschio e una femmina, che pesano oltre cento chili, e una giovane di sesso ancora sconosciuto. Nonostante storie drammatiche che hanno vissuto (una è affetta da una grave malformazione, un’altra porta ancora i segni sul guscio di un piccone conficcato da un vandalo, e l’ultima arrivata è sfuggita grazie al Corpo forestale alle mani della criminalità), queste testuggini ora possono disporre di una sede di circa 80 metri quadri, all’interno del “Giardino degli Ibis” del Rettilario, studiata per avere un microclima tropicale adatto con una copertura in policarbonato trasparente che permette massima luminosità. Con i suoi 700 mila visitatori annui, il Bioparco continua ad essere uno dei luoghi più visitati di Roma, un punto di riferimento per le famiglie e i bambini che, proprio qui, hanno il loro primo incontro con la natura.

Bioparco
Viale del Giardino Zoologico, 1
Informazioni: 06 3608211

martedì 7 febbraio 2012

Le maschere del Carnevale Romano


Come per il Carnevale di Venezia o il Carnevale di Napoli anche a Roma la tradizione ricorda alcune maschere tipiche legate al folklore del carnevale.

Rugantino: è forse la figura più famosa di Roma intorno alla quale sono state messe in scena commedie e spettacoli teatrali. Rugantino è un giovane romano, protagonista dell'amore per la bella Rosetta che lo trasformerà da brigante a eroe, capace di incolparsi dell'omicidio del marito. Rugantino morirà giustiziato sulla forca.

Meo Patacca: il nome derva dalla patacca, la paga del soldato, che corrispondeva a 5 carlini. Meo Patacca è un popolano attaccabrighe che incarna lo spirito del romano che ancora oggi viene rappresentato nel ristorante di piazza de' Mercanti, nel cuore di Trastevere.

Cassandrino: rappresenta il buon padre di famiglia, credulone e che viene sempre raggirato negli affari e in amore.


Il Carnevale Romano Oggi
Oggi il carnevale a Roma si apre ogni anno con una sfilata lungo Via del Corso durante la quale sfilano i carri e le maschere allegoriche. Per circa 10 giorni a Roma si tengono eventi musicali, spettacoli teatrali, concerti e spettacoli di danza. Nelle strade e nelle piazze romane più note, come Piazza Navona, Piazza del Popolo e Piazza di Spagna troverete attività di animazione e teatro di strada, intrattenimento equestre, spettacoli di commedia e sfilate in costume.

domenica 5 febbraio 2012

Il Biondo Tevere


Fin dalla sua nascita, il Tevere è stato l'anima di Roma, e il fatto che la città gli debba la propria stessa esistenza è descritto già dalla prima scena della leggenda di fondazione, con Romolo e Remo nella cesta. Molte le ipotesi sull’origine del nome: da "Albula", in riferimento al colore chiaro delle sue acque che in realtà erano bionde; a “Rumor” di origine etrusca, da molti collegato al nome di Roma. Il nome attuale, invece, deriverebbe, secondo la tradizione, dal re latino Tiberino, che vi si sarebbe annegato. Nelle acque di un fiume così antico si riflettono infatti alcune delle vicende più salienti della storia della romanità e dell’umanità. Il fiume fu utilizzato per molti secoli come via di comunicazione adatta al trasporto di merci e prodotti attraverso un sistema navigabile capillare che penetrava nella regione anche attraverso gli affluenti. Il fiume oltre ad essere dotato di una serie di porti commerciali era anche un motivo di svago e di divertimento per i cittadini di Roma: lungo le sue rive infatti sorgevano anche dei veri e propri stabilimenti dove i Romani si recavano per bagnarsi nel fiume. Goethe in un suo scritto accenna proprio ai suoi bagni serali nelle acque del Tevere. Prima il fiume scorreva libero per la città e i romani avevano con le sue “bionde” acque un rapporto quotidiano. Oggi, però, appare diverso, sia per la perdita di limpidità e chiarezza delle sue acque, che per la costruzione dei muraglioni avvenuta alla fine del XIX sec. per risolvere il problema delle inondazioni periodiche (una delle quali alla fine del 1500 causò tremila morti). Tra le tradizioni sopravvissute fin qui, la più spettacolare è senza dubbio quella del tuffo dal Ponte Cavour il 1° gennaio di ogni anno.

venerdì 3 febbraio 2012

Aquiloni e trottole dal Giappone


All’Istituto Giapponese di Cultura a Roma focus su una forma d’arte desueta e affascinante, densa di valenze folcloriche e di riferimenti culturali. In mostra cinquanta pezzi, tra aquiloni e trottole, raccolti sul territorio nazionale che forniscono preziose informazioni sull’ethnos del Giappone, con le varianti locali e i richiami alle ricorrenze stagionali. Sapienza costruttiva, materiali non artefatti come legno e carta e colori vivi incontrano levità e gioco in un’espressione che in Giappone, sullo sfondo di un immaginario ludico hypertech, è ancora sorprendentemente attuale e perpetrata.

Fino al 18 febbraio 2012
Istituto Giapponese di Cultura

Via Antonio Gramsci, 74
Info: 06 3224754, www.jfroma.it
Ingresso libero

mercoledì 1 febbraio 2012

Le puntarelle


Famosissime a Roma , sono le foglie più interne, anzi, i germogli veri e propri della catalogna spigata (conosciuta anche come cicorione).

Vanno eliminate le foglie più dure e conservate solo le parti più chiare e tenere. Da ciò che avrete ricavato, eliminate la parte esterna (sfilettate delicatamente con un coltellino) e tagliate a pezzetti la parte interna: man mano, ponete il tutto in una ciotola con acqua molto fredda e qualche spicchio di limone. Lasciate in ammollo per circa un'ora (l'acqua fredda serve a farle arricciare).
Si mangiano crude, all'insalata.
Ingredienti:  500 g di puntarelle pulite, un pesto con 8 filetti di alici sott'olio, 2 piccoli spicchi d'aglio, 4 cucchiai di aceto, poco pepe bianco ed olio extravergine d'oliva quanto basta ad ottenere una cremina fluida.
Versate sulle puntarelle, rimestate con cura e servite con del buon pane casareccio.